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Scooter e biciclette elettriche per la mobilità urbana: quale scegliere e quanto costa usarli

Scooter elettrico NIU N1 in città

Nelle città italiane di medie e grandi dimensioni, due ruote elettrici — scooter e biciclette a pedalata assistita — coprono una quota crescente degli spostamenti quotidiani sotto i 15 km. Le ragioni sono essenzialmente economiche e logistiche: il costo per km è significativamente inferiore rispetto all'auto, il parcheggio è più facile, e in molti centri storici i veicoli elettrici hanno accesso a ZTL e aree interdette ai motori termici.

Questa analisi distingue le due categorie — scooter elettrici omologati L3e e biciclette a pedalata assistita (EPAC, Pedelec 25) — illustrandone caratteristiche tecniche, autonomia reale, costi di esercizio e quadro normativo applicabile in Italia.

Scooter elettrici: categoria L3e e requisiti normativi

In Italia, i ciclomotori e motocicli elettrici sono omologati come L1e (ciclomotori, max 45 km/h) o L3e (motocicli, oltre 45 km/h) secondo il Regolamento UE n. 168/2013. I modelli più diffusi sul mercato italiano nel segmento urbano rientrano nella categoria L3e-A1 (max 125 cc equivalente, potenza fino a 11 kW) e richiedono patente A1 o B.

I modelli più venduti in Italia nel 2024 nel segmento urbano includono NIU NQi GT, Vmoto Soco CPx, Niu MQi GT Evo, Horwin CR6 Pro e Kymco Like EV. Le caratteristiche tecniche medie per questa fascia di prodotto sono:

Modello Potenza (kW) Batteria (kWh) Autonomia dichiarata (km) Velocità max (km/h)
NIU NQi GT32 × 1,813095
Vmoto Soco CPx52 × 1,4412090
Horwin CR6 Pro62 × 2,1160100
Kymco Like EV52 × 1,2810085

I valori di autonomia dichiarata si riferiscono a test in condizioni standard (velocità costante, temperatura 20–25°C). L'autonomia reale in uso urbano misto con fermate frequenti si attesta tipicamente al 65–75% del valore dichiarato. Per percorsi quotidiani tra 30 e 50 km, tutti i modelli sopracitati sono sufficienti con una ricarica notturna.

Ricarica degli scooter elettrici

La gran parte degli scooter elettrici nel segmento fino a 6 kW utilizza batterie rimovibili da 1,2 a 2,5 kWh, ricaricabili tramite un normale caricatore portatile collegato a una presa domestica standard da 220V (2,5–3 A). Il tempo di ricarica completa varia tra 4 e 7 ore a seconda della capacità. I modelli con doppia batteria consentono di portare in casa una singola unità per volta, risolvendo il problema dell'accesso alla ricarica per chi non ha un garage privato.

Biciclette a pedalata assistita: la normativa EPAC in Italia

In Italia, le biciclette a pedalata assistita (EPAC, Electric Power Assisted Cycles) sono disciplinate dal Codice della Strada (art. 50) e dal Decreto Legislativo n. 360/1999. Per essere classificata come bicicletta senza obbligo di targa, assicurazione o patente, un'EPAC deve rispettare i seguenti requisiti:

  • Motore elettrico con potenza nominale continua non superiore a 250 W
  • Assistenza al motore attiva esclusivamente durante la pedalata (pedelec) e che si interrompe oltre i 25 km/h
  • Peso massimo non regolamentato dalla norma italiana, ma la direttiva EN 15194 definisce i requisiti tecnici di sicurezza

I modelli che superano i 250 W di potenza nominale o assistono oltre i 25 km/h sono classificati come ciclomotori L1e e richiedono targa, casco omologato e assicurazione RC.

Motore hub vs motore centrale (mid-drive)

Le e-bike si dividono tecnicamente in due grandi categorie in base alla posizione del motore:

  • Hub motor (mozzo ruota): motore integrato nel mozzo della ruota posteriore (o anteriore). Più economico, manutenzione semplice, meno efficiente in salita. Adatto a percorsi pianeggianti e uso urbano leggero.
  • Mid-drive (motore centrale): motore posizionato al centro del telaio, coassiale con il movimento centrale. Sfrutta il cambio della bicicletta, molto più efficiente su terreni variati e pendenze. I sistemi Bosch, Shimano EP8 e Brose sono i più diffusi in Europa. Maggior costo iniziale e manutenzione più complessa.

Per l'uso urbano pianeggiante (Milano, Roma, Torino, Napoli), un hub motor da 250 W è spesso sufficiente. Per città con dislivello significativo (Genova, Trieste, parti di Firenze), un sistema mid-drive offre un'esperienza di utilizzo sensibilmente migliore.

Costo di esercizio: e-bike vs scooter elettrico vs auto

Voce di costo (5.000 km/anno urbani) E-bike EPAC Scooter elettrico L3e Auto BEV
Energia~20 €~55 €~200 €
Manutenzione~100 €~120 €~100 €
Assicurazione0 € (non richiesta)~250 €~600 €
Bollo0 €0 € (esente per 5 anni)0 € (esente 5 anni)
Ammortamento (10 anni)~200 €~350 €~1.800 €
Totale annuo stimato~320 €~775 €~2.700 €

Il costo della batteria di sostituzione, che per le e-bike si attesta tra 400 e 900 euro dopo 800–1.200 cicli di carica, non è incluso nel calcolo annuale ma incide sul costo totale di possesso se il veicolo viene utilizzato intensivamente.

Accesso alle ZTL e vantaggi in città

Nelle principali città italiane, i veicoli elettrici godono di agevolazioni specifiche che variano da comune a comune. A Milano, gli scooter elettrici accedono liberamente all'area B (il perimetro esteso della ZTL) e possono entrare in area C (Cerchia dei Bastioni) con costo ridotto. A Roma, i veicoli elettrici sono esenti dal pagamento nelle ZTL del centro storico nelle fasce orarie ordinarie. A Bologna, gli scooter elettrici sono esenti dal sistema di circolazione targhe alterne applicato ai ciclomotori termici nelle giornate di emergenza ambientale.

Le biciclette EPAC, non essendo classificate come veicoli a motore dal Codice della Strada, circolano liberamente su piste ciclabili, corsie preferenziali bus/bici dove consentito dalla segnaletica, e non sono soggette alle restrizioni ZTL delle zone a traffico limitato.

Fonti: Codice della Strada italiano (D.Lgs. 285/1992), Regolamento UE 168/2013, EN 15194:2017, dati di vendita ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), normative comunali aggiornate a maggio 2025.

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